(Apogeo 2008, ISBN-13:978-88-503-2744-7)
di Sebastiano Battiato
L'autore del libro, George Reis, è un professionista del settore delle investigazioni digitali e della fotografia ad uso forense. E' uno dei fondatori dell'azienda Imaging Forensics (www.imagingforensics.com) azienda specializzata nella formazione e nei servizi di consulenza su temi correlati all'elaborazione di dati multimediali in ambito forense.
Il titolo della versione originale "Photoshop CS3 for Forensics Professionals" della Wiley risale al 2007 e indica, se possibile in maniera ancora più esplicita, come i contenuti del testo siano rivolti agli utenti di Photoshop (preferibilmente in versione CS3) così come come peraltro indicato nei prerequisiti riportati nell'introduzione. Il CD allegato contiene le demo di alcuni software di supporto da utilizzare come plug-in all'interno di Photoshop.
Il testo è diviso in tre distinte parti intitolate rispettivamente "Elementi di base", "La camera oscura digitale" e "Analisi ed elaborazione delle immagini" per un totale di 24 capitoli e quasi 300 pagine.
La versione italiana è identica all'omologa inglese eccezion fatta per il capitolo 1 che si sofferma brevemente sulla legislazione italiana in materia di consulenza tecnica e di perizie sia in ambito civile che penale. Vengono inoltre chiaramente riportati i principi legati alla cosiddetta "best practices" da seguire secondo le attuali normative che prevedono in sequenza:
• Completezza
dell'acquisizione;
• Integrità
dei dati acquisiti;
• Paternità
(provenienza) dei dati;
• Esaminibilità
dei dati acquisiti;
• Verificabilità
e riproducibilità delle procedure seguite.
Il capitolo 2 fornisce una breve guida alle modalità di redazione di rapporti e relazioni tecniche e alla loro eventuale discussione in aula. Completa la prima parte una panoramica, decisamente troppo stringata, su formati e visualizzazione di metadati e acquisizione di immagini in formato raw; nella trattazione ci si avvale del supporto di appositi pacchetti della Adobe quali Bridge e Camera Raw. Emerge fin da subito come l'autore abbia preferito unificare la presentazione dei concetti di base con la controparte pratica, esemplificata dalla descrizione dell'interfaccia software che ne implementa le relative funzionalità. A nostro parere questo approccio, considerato anche la brevità di trattazione, penalizza significativamente la comprensione tecnica dei fondamenti di base della materia che non può essere ridotta al mero utilizzo meccanico di un software di fotoritocco sia pur potente e versatile come Photoshop.
I capitoli della seconda parte sono abbastanza elementari e potrebbero tranquillamente essere omessi in quanto illustrano una serie di problematiche quali la stampa o la creazione di una presentazione in formato pdf. Merita un cenno a parte il capitolo 9 dedicato alla procedura di creazione di script automatici da programmare ed eseguire anche in modalità batch. Questa funzionalità consente infatti di poter applicare in maniera successiva una sequenza di operazioni ad un numero anche elevato di immagini con un notevole risparmio di tempo.
La terza parte del testo presenta una carrellata di tecniche di analisi e di miglioramento (enhancement) nonché di recupero di informazioni. Anche in questo caso i singoli capitoli si limitano a descrivere sommariamente le funzionalità dei vari tool disponibili, riducendosi in alcuni casi anche a non più di 5-6 pagine di testo. Argomenti come la misurazione degli oggetti (fotogrammetria) o le tecniche di riduzione del rumore e di miglioramento del contrasto richiederebbero una trattazione decisamente più completa. Il testo si chiude con un intero capitolo (di più di 20 pagine) dedicato all'analisi di fotogrammi video, che illustra alcune delle potenzialità di Photoshop nel trattare questa tipologia di segnale. Un capitolo conclusivo accenna brevemente ad alcuni ulteriori aspetti che potrebbero risultare utili in contesti specifici quali zooming, alta dinamica, ecc.
Come recentemente affermato in un recente special issue su "Digital Forensics" della rivista IEEE Signal Processing Magazine (Vol. 26, No. 2, Marzo 2009) le potenzialità indotte dall'utilizzo consapevole delle informazioni contenute in un segnale digitale (audio, immagine, video, etc.) sono notevoli a patto che non ci si dimentichi di utilizzare i mezzi e le strategie di analisi più adeguate; ciò implica una conoscenza tecnica dei fondamenti di base della materia che non possono essere lasciati al caso o all'improvvisazione. L'utilizzo esclusivo di Photoshop per l'analisi forense, così come presentato nel testo appare un po' forzato. Esistono altri prodotti software open-source come ad esempio GIMP (www.gimp.org) o ImageJ (http://rsb.info.nih.gov/ij/) con analoghe prestazioni. Da un punto di vista commerciale diversi sono i prodotti dedicati all'image forensics che implementano in maniera nativa la maggior parte delle tecniche di image forensics (OceanId, Amped5, ecc.).
Andrebbe citato anche MATLAB (www.mathworks.com) che permette di utilizzare un vero e proprio ambiente di programmazione per lo sviluppo e la prototipazione di algoritmi, soprattutto se supportato dal pacchetto Image Processing Toolbox.
Per concludere possiamo senza dubbio affermare come il testo di Reis rappresenti il primo tentativo volto a rendere disponibile una "pratica guida" agli investigatori e ai professionisti del settore nell'ambito dell'image forensics.
La crescente disponibilità di prodotti consumer in grado di acquisire immagini e video digitali, per forza di cose renderà il settore dell'analisi di dati multimediali in ambito forense un attività di rilievo per gli addetti ai lavori e non solo.
A nostro parere però, nonostante quanto dichiarato in copertina e nella prefazione, il testo di Reis non può essere considerato un vero e proprio manuale di riferimento, in quanto troppe sono le lacune sia dal punto di vista teorico metodologico che dal punto di vista degli strumenti software utilizzati.
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