(G.
Giappichelli Editore, Torino,
2009, pp. 158, ISBN
9788875241582).
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di Giovanni Ziccardi
Il
Volume qui recensito, scritto da tre studiosi esperti di diritto delle nuove
tecnologie e tutti appartenenti al Circolo dei Giuristi Telematici, vuole
rappresentare un primo commento alle norme introdotte in occasione della
ratifica della Convenzione di Budapest del Consiglio d’Europa del 23 novembre
2001 in tema di crimini commessi attraverso Internet.
L’Opera
appare rivolta soprattutto ai tecnici del diritto e ha un approccio volutamente
pratico alle norme, con un’analisi della legge “articolo per articolo”
corredata da precisi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali.
Nella
corposa Appendice sono riportate, per comodità del lettore, il testo della
Convenzione e una tavola sinottica delle modifiche apportate al codice penale e
al codice di procedura penale e al testo unico in tema di privacy.
Il
libro è molto agile – un’ottantina di pagine – e ben impostato, anche
graficamente: risulta, quindi, di facile lettura e comprensione anche per i non
esperti di queste tematiche.
Enrico
Costa, della Commissione Giustizia, introduce il lavoro illustrando
l’importanza che riveste la Convenzione, il primo accordo internazionale
riguardante i crimini commessi attraverso Internet o altre reti telematiche e
pensato per estendere la portata del reato informatico a tutti i reati in
qualunque modo commessi mediante un sistema informatico, anche nel caso in cui
la prova del reato sia sotto forma elettronica.
L’approccio,
si è detto, è a commento articolo per articolo. Le parti più interessanti del
Volume sono quelle correlate alle modifiche essenziali e alle innovazioni
portate dal recente dettato normativo.
Lucido
l’approccio che non si ferma al testo di legge ma che risale ai lavori
preparatori per cercare di fare chiarezza su alcuni punti (ad esempio: le
definizioni) non sempre chiari, approccio che dimostra serietà e rigore
nell’affrontare la tematica.
In
esordio di Volume si affrontano i “nuovi” reati di falso e di falsificazione
informatica, anche con riferimento ai certificatori.
L’analisi
è ad ampio spettro, e puntuali sono i riferimenti al Codice
dell’Amministrazione Digitale, per poi muovere all’analisi dei più tradizionali
reati di danneggiamento di sistemi informatici (con attenzione anche alle
interpretazioni giurisprudenziali) e alle modifiche alla normativa 231 del 2001
sulla responsabilizzazione delle società per i crimini informatici.
Il
terzo Capitolo è dedicato alle modifiche occorse al codice di procedura penale
e alla normativa in tema di privacy,
con una interessante digressione in tema di computer forensics, sia in punto di analisi dei dati digitali sia in
punto di attività della Polizia Giudiziaria.
Nella
parte relativa alle modifiche occorse alla disciplina della privacy, particolare attenzione viene dedicata all’art.
132 e agli obblighi di conservazione e di «congelamento» di dati.
Particolarmente
apprezzabile, pur in un testo molto sintetico e schematico, è la cura ai
riferimenti giurisprudenziali e dottrinali e la capacità di illustrare le
questioni essenziali in un numero di pagine ridotto, sino a costituire un vademecum di indubbia utilità sia per lo studente sia per
il pratico del diritto. [Giovanni Ziccardi]
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