(Course Technology PTR, 2007, ISBN-13:978-1598634051)VERSIONE STAMPABILE DELLA RECENSIONE: Scarica/apri la recensionedi Sebastiano Battiato
L’autrice del libro Cynthia Baron riveste il ruolo di Associate Director presso la Northeastern University di Boston negli USA. E’ autrice di diversi testi fra cui Designing a Digital Portfolio e The Digital Photography Field Guide entrambi editi dalla Pearson Education.
Il testo con uno stile “fresco” ma rigoroso, illustra le tecniche più comuni di contraffazione digitale in diversi contesti che includono quello storico-artistico, quello più puramente ludico per giungere poi a quello forense.
In taluni casi vengono inoltre suggerite delle possibili strategie per individuare specifiche tipologie di contraffazione, anche facendo uso di strumenti software dedicati.
In realtà il grado di approfondimento tecnico appare comunque abbastanza limitato; in tal senso il volume non è affatto da intendersi come un manuale di image forensics ma piuttosto come una introduzione al mondo del cosiddetto Digital Forgery.
Diversi sono poi i riferimenti “storici” che riportano aneddoti o casi realmente accaduti e che arrichiscono il testo, rendendolo per certi versi quasi narrativo.
Il lettore italiano coglierà sicuramente i riferimenti che riguardano il “bel paese” fra i quali la generazione fittizia di una foto d’epoca ricavata da una fotografia digitale a colori di una masseria siciliana che fa bella mostra di sé perfino in copertina.
Il testo è suddiviso in 4 distinte parti per un totale di 10 capitoli più un appendice che riporta alcuni riferimenti ed indirizzi sul web legati agli argomenti trattati.
La parte I introduce il lettore al mondo della contraffazione digitale rivolta alla falsificazione, per così dire classica, di documenti di identità, banconote, ecc. Non mancano poi i riferimenti alle moderne forme di contraffazione digitale che trovano nella vendita tramite Internet il loro sfogo naturale per ciò che riguarda la vendita di false opere d’arte o similari e addirittura false medicine. Nel capitolo 3 si fa poi riferimento esplicito all’uso di strumenti di manipolazione dell’immagine per la risoluzione di casi investigativi di natura diversa.
La parte II è più specificatamente rivolta all’analisi del fenomeno forgery in ambito giornalistico e politico. Vengono passati in rassegna esempi storici utilizzati per veicolare messaggi propagandistici, grazie al cut&paste manuale di un tempo, oggi facilmente ripetibile attraverso semplici strumenti di editing digitale. Infine, le varie tipologie di contraffazione digitale vengono classificate prendendo in considerazione il grado di manipolazione del messaggio veicolato dall’immagine senza soffermarsi solo alla particolare contraffazione e agli strumenti tecnici per realizzarla.
La parte III è dedicata a aspetti più ludici in quanto si occupa di presentare alcuni esempi di immagini palesemente strane ma realistiche (es. il gatto gigante, ecc.), che possono ingannare l’occhio inesperto. Sono poi riportati una serie di possibili sostituzioni di volti nonché di lifting digitale da realizzare con gli strumenti di Photoshop.
Infine l’ultima parte del testo, la IV, mostra come sia possibile generare delle immagini fotorealistiche di UFO, piuttosto che di fantasmi ecc.
Per concludere non possiamo che consigliare il testo a tutti coloro che senza alcuna pretesa, per così dire tecnologica, vogliano cominciare ad addentrarsi nel mondo della contraffazione digitale. E’ possibile quantomeno capire come sia possibile falsificare un’immagine digitale con Photoshop e come sia spesso in maniera altrettanto semplice riuscire ad individuarne alcune “incongruenze” di fondo. A tal proposito è utile segnalare come sia possibile scaricare alcune delle immagini di esempio del testo dal sito web dell’editore.
Il volume beneficerebbe sicuramente di un eventuale edizione
in lingua italiana, che ne consentirebbe una maggiore diffusione presso gli
addetti ai lavori della comunità nazionale e non solo.
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