Il
Volume qui recensito analizza i processi di riforma, sia di matrice europea sia
di matrice nazionale, che sino al 2007 hanno rinnovato l’organizzazione dei
corsi di laurea in informatica giuridica e riconfigurato l’offerta formativa
degli Atenei italiani, con particolare riguardo alle trasformazioni strutturali
cui è stata sottoposta negli ultimi anni la formazione universitaria del
settore giuridico.
Si
tratta, essenzialmente, di una riflessione di carattere generale sulle modalità
migliori per realizzare, nell’ambito legale, percorsi didattici adeguati al
contesto socio-economico attuale.
Cesare Maioli è professore di Informatica Giuridica, Informatica Forense e Informatica per le Professioni Legali nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna; Chiara Ortolani è una collaboratrice alla cattedra di Informatica Giuridica bolognese.
Il volume muove dalla utilità o meno di inserire corsi interdisciplinari nella Facoltà di Giurisprudenza (di qui l’aneddoto statunitense della horse law contenuto nel titolo) per definire l’oggetto dello studio, ovvero (p. 3):
«Questo lavoro illustra i mutamenti storici, sociali e tecnologici che ad oggi non rendono opportuna l’esclusione delle discipline che si occupano delle interazioni tra diritto, informatica e telecomunicazioni dalla formazione universitaria, delinea un quadro sulle problematiche che aggravano la piena affermazione di un autonomo settore scientifico e fornisce alcune proposte concrete, formulate sulla base degli indirizzi europei di sviluppo dei sistemi universitari e delle iniziative assunte in progetti internazionali di ricerca, per giungere ad una integrazione effettiva del sapere informatico e tecnologico nella formazione giuridica ».
L’Introduzione
espone la teoria della horse law
e il problema dell’inserimento, all’interno di curricula di studio legali, di nuove discipline, muovendo
dal dibattito, in seno alla comunità scientifica italiana, sulla natura
dell’insegnamento dell’informatica giuridica e sul rapporto tra diritto e
informatica.
Il
Primo Capitolo, sullo scenario universitario attuale, è focalizzato sulle
profonde trasformazioni dell’Università italiana nell’ultimo decennio,
correlate al mutamento culturale e della nostra società, illustrando le fasi
preparatorie alla riforma normativa dell’ordinamento universitario e il
cosiddetto Bologna Process
(nato con una dichiarazione del 1999 volta a fissare quattro punti
indefettibili propri dell’insegnamento universitario), per poi analizzare
compiutamente il Decreto Ministeriale n. 509 del 1999 che ha ridisegnato il
sistema universitario italiano e il n. 270 del 2004 che ha ulteriormente
riformato il settore.
Sempre
nel Primo Capitolo l’attenzione viene poi focalizzata sulle Facoltà di
Giurisprudenza e il rapporto della normativa con l’insegnamento
dell’informatica giuridica in tale contesto.
Il
Secondo Capitolo, dedicato alla società dell’informazione, illustra gli effetti
dell’informatica e delle tecnologie correlate sull’assetto economico, sociale e
politico, l’apparire di nuovi modelli comunicativi, la dimensione sociale delle
tecnologie, il problema del controllo della rete e i problemi principali
dell’informatica giuridica nella società dell’informazione. Particolare
attenzione è dedicata al dibattito internazionale su questi temi.
Il
Terzo Capitolo è dedicato all’analisi dell’informatica giuridica nelle
università italiane, con particolare attenzione alla natura empirica
dell’informatica giuridica, alla storia dell’insegnamento dell’Informatica
Giuridica e alla sua evoluzione per terminare con una breve rassegna sullo status dell’informatica giuridica nelle Università
italiane e l’evidenziazione dell’urgenza di una svolta che ne consenta una
completa affermazione.
Il
Quarto Capitolo conclude il libro con una esposizione del progetto LEFIS, un
progetto internazionale di ricerca che ha come obiettivo l’istituzione
dell’insegnamento delle ICT nelle Facoltà di Giurisprudenza e nelle istituzioni
in cui si insegna il diritto (comprese facoltà di economia e di gestione
aziendale), e del progetto di armonizzazione delle strutture educative europee
tramite la determinazione di obiettivi e di punti di riferimento condivisi.
Modelli didattici innovativi, percorsi formativi integrati e una rete di
ricerca internazionale sui temi della società dell’informazione, nonché
l’elaborazione di nuove proposte normative, sono i punti essenziali di tali
programmi. [Giovanni Ziccardi]
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